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Il Manifesto censura la Resistenza in Iraq

Nel secondo anniversario della aggressione all’Iraq noi manifesteremo per celebrare un gemellaggio simbolico tra Falluja e Sant’Anna di Stazzema,

Promuovono:
COMITATI IRAQ LIBERO

LABORATORIO MARXISTA – Zona Apuo-Versiliese

 

Aderiscono:

LEGITTIMA DIFESA, UTOPIA CONCRETA – Brescia, AGINFORM, CAMPO ANTIMPERIALISTA,  L.U.P.O. (Lotta di Unità Proletaria) – Osimo,  Rivista ERETICA, CSPAL (Comitato di Solidarietà con i popoli, dell’America Latina), Rivista LA MONTAGNE (già Ernesto Toscano), UTOPIA ROSSA, CARC, Associazione ITALO-ARABA ASSADAKAH – Roma, Collettivo "IQBAL MASIQ" – Lecce, CONSURTA COMUNISTA SARDA,  Circolo ISKRA – Viareggio, CENTRO CULTURALE ITALO-ARABO – Torino, UMBRIA ROSSA, ANTIMPERIALISTI MARCHE, PRIMOMAGGIO (Foglio di collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati della zona apuo-versiliese), UMBRIA CONTRO LA GUERRA, SOCCORSO POPOLARE - Padova, Associazione PRIMO MAGGIO - Vicenza, ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA.

 

Tra le adesioni individuali alla manifestazione ne sono pervenute alcune particolarmente significative. Sono quelle di:

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Comunicato stampa


Grave atto di censura de IL MANIFESTO

Domenica prossima, 13 marzo, si svolgerà a Sant’Anna di Stazzema (LU) una manifestazione nazionale di solidarietà con la Resistenza del popolo iracheno.

Abbiamo scelto Sant’Anna poiché il 12 agosto del 1944 le SS naziste, spalleggiate dai fascisti locali, trucidarono  560 italiani innocenti.

La storia si ripete in Iraq, dove le truppe d’occupazione americane, incapaci di venire a capo di una indomita Resistenza nazionale, si stanno accanendo contro la popolazione inerme, bombardando a tappeto le città insorte (Falluja su tutte), sparando a vista su tutto ciò che si muove. Emblematico il caso dell’assassinio a sangue freddo del dirigente del SISMI Nicola Calipari.

Per questo la manifestazione del 13 marzo e’ stata indetta con una semplice parola d’ordine: «ieri in Italia oggi in Iraq: STESSI I CRIMINI, STESSA LA RESISTENZA».

Ad essa hanno gia dato la loro adesione eminenti personalità politiche, della cultura e del giornalismo del nostro paese, come Giorgio Bocca, Gianni Vattimo, Giulio Girardi.

Allo scopo di pubblicizzare questa manifestazione abbiamo inviato al quotidiano Il Manifesto una richiesta di pubblicità a pagamento.

La risposta e’ stata un categorico NO.

Lo stesso direttore Gabriele Polo, da noi direttamente interpellato, ha motivato la censura affermando che la redazione del giornale non accetta alcuna equiparazione tra la Resistenza italiana e quella irachena. Di fronte ad alcune elementari obiezioni Polo non ha trovato di meglio che abbassare brutalmente la cornetta.

Denunciamo questo inquietante atto di censura.

Rifiutandosi di pubblicare la nostra inserzione Il Manifesto si assume infatti gravi responsabilità: avalla il primo paradigma del trasversale schieramento filoamericano, ovvero che non ci sarebbe Resistenza in Iraq ma solo terroristi e “tagliatori di teste”; aiuta un governo di guerra ad isolare e reprimere ogni manifestazione  di solidarietà con il popolo iracheno che resiste; offende il comune sentire di tanti cittadini che non accettano che l’Italia sia un fantoccio degli USA; calpesta le stesse idee di Giuliana Sgrena la quale, malgrado la sua drammatica vicenda, insiste che la guerriglia irachena e’ legittima, malgrado alcuni gruppi minoritari ricorrano a metodi di lotta deplorevoli.

 

8 marzo 2005

 

COMITATI IRAQ LIBERO

LABORATORIO MARXISTA

  

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 Comunicato

 Anche a Massa c’è chi non vuole che si parli di Iraq

 

Martedì mattina il preside della Scuola Don Milani di Marina di Massa ci ha chiamato per comunicarci la sua intenzione di revocare la disponibilità dell'auditorium della scuola che avrebbe dovuto ospitare l'assemblea sull'Iraq di domenica prossima.

Consideriamo questa scelta gravissima e denunciamo il tentativo di censurare il nostro legittimo diritto di espressione, anche perché la cosa è avvenuta a ridosso dell'iniziativa stessa e ci ha posto nella situazione molto difficile di dover trovare una nuova sala in tempi brevissimi (e di comunicare il più ampiamente possibile il cambio di sede), cosa che fortunatamente è stata possibile.

Premesso che al preside della "Don Milani" avevamo spiegato la natura generale dell'assemblea e che avevamo sbrigato tutti gli adempimenti burocratici richiesti, risulta del tutto evidente che il preside, un po' dietro la pressione di qualche forza politica, un po' per una sua certa inclinazione berlusconista, ha ritenuto di impedire la libera espressione del pensiero a chi non era a lui consono politicamente, gestendo la scuola come sua proprietà privata e non come luogo di formazione e di conoscenza; formazione e conoscenza che rappresentano uno degli obbiettivi dell'intera giornata del 13 marzo, dedicata alla commemorazione congiunta delle vittime dell'imperialismo nazista, fascista e americano, nonché all'approfondimento della situazione irachena all'indomani delle elezioni del 30 gennaio, della venuta in Europa di Bush e del sequestro (e rilascio) della giornalista Giuliana Sgrena.
La censura del preside della "Don Milani" si aggiunge a quella altrettanto grave del "quotidiano comunista" il Manifesto il quale ci ha negato la pubblicazione di una "manchette" a pagamento sulla manifestazione di domenica, adducendo motivazioni inaccettabili - come quella dell'impossibilità dell'equiparazione tra resistenza italiana e resistenza irachena. Il tutto, mentre ogni giorno il Manifesto ospita intere pagine a pagamento da parte di grandi gruppi industriali che nella loro storia hanno avuto molto a che fare con il sostegno al fascismo e con la repressione delle lotte dei lavoratori, primo tra tutti la Fiat.

In sostanza, il "Corriere della sera" e "Il riformista" possono scrivere che la resistenza irachena è equiparabile ai fascisti di Salò; noi invece non possiamo dire che lo sterminio operato a Falluja con armi chimiche (come riconosce anche l'attuale ministro della salute iracheno) è equivalente all'eccidio di Sant'Anna o che le mire "imperiali" degli USA (di cui peraltro si parla in tutto il mondo e negli stessi USA) è simile al disegno di supremazia nazista.

Tutti siamo chiamati a riflettere a fondo su questa "conventio ad excludendum" che dal Manifesto ai partiti di governo mira a tappare la bocca alle voci fuori dal coro "politicamente corretto" e a rispondere in modo inequivocabile che tutti abbiamo il diritto di presentare le nostre idee e di confrontarle pubblicamente come nell'assemblea di domenica.

In conclusione ribadiamo il nostro sostegno "senza se e senza ma" alla resistenza irachena ed a tutti i popoli che lottano contro l'imperialismo.

 

9 marzo 2005
Laboratorio Marxista - Comitati Iraq Libero

 

IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO

 www.iraqlibero.at

 iraqlibero@email.it

Pubblicato il 10/3/2005 alle 16.32 nella rubrica Diario.

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