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George
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Diario


9 marzo 2005

Così muore la politica


Così muore un presidente eletto .Largo a Putin e Basayev , i terroristi.




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9 marzo 2005

Squilli di trombe

Il Ministro della Difesa israeliano ha indicato in Gerico uno dei primi insediamenti in Cisgiordania ad essere "restituito" all'Autorità palestinese.Il panico in tutte le redazioni , rigorosamente italiane , del mediattivismo e della controinformazione è subito dilagato.Appare ardua la riscrittura di tutti gli editoriali , del teorema "Danno Gaza per tenersi la West Bank", già pronti per i prossimi anni.Come potrà mai dirsi la verità quando c'è l'informazione ...




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8 marzo 2005

Killing Maskhadov-Fuoco amico

Cecenia, eliminato Maskhadov
Ucciso il leader indipendentista
(ANSA) MOSCA, 8 MAR - Il leader indipendentista ceceno Aslan Maskhadov e' stato ucciso, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax citando fonti militari russe.La notizia e' stata confermata dal generale Shabalkin, portavoce delle forze federali russe in Cecenia. 'Confermo che Maskhadov e' stato ucciso nel villaggio di Tolstoi Iurt, dove ha avuto luogo uno scontro a fuoco. Maskhadov si nascondeva in un bunker sotterraneo'. 




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8 marzo 2005

Veltronismo come senilità dello scalfarismo

Quel che ci dice Nicola Calipari
di Walter Veltroni

Quando ho visto Gabriele Polo, direttore di un «quotidiano comunista», piangere per la morte di un uomo dei servizi segreti ho pensato che, nella tragedia, stesse accadendo qualcosa di grande. Che, grazie alla forza della democrazia e al cammino che il Paese ha compiuto, ognuno colga oggi più facilmente nell’altro virtù che un tempo sembrava impossibile poter persino vedere. Gli uomini dei servizi che hanno lavorato in Iraq, che hanno messo in gioco la propria vita per salvare altre vite, sono eroi di questo nostro tempo e come tali ora è il tempo di riconoscerli.
Certo, in questo Paese c'è stato il tempo dei servizi deviati, ma adesso non è più così, adesso la democrazia ha vinto anche questa battaglia e si è creato un nuovo legame, come dimostrano proprio le vicende di queste ore. Gli italiani sanno di poter contare su questo nuovo rapporto, che è scritto anche nelle biografie degli uomini dei servizi, nella loro sensibilità umana e civile. 
bla bla beene beellooo siiii caariii bla bleah beee bè ? "honey,oh sugar sugar .."
 ..Quando accade una vicenda terribile e irreparabile come la morte violenta di un uomo è questo che si cerca: il filo della sua storia, una sostanza che ci renda l'idea del suo sacrificio se non accettabile, meno dura. Il filo di Nicola è quello di un uomo sobrio, discreto, solido, con le sue idee e le sue passioni, ma lontano dall'idea di farne un credo da sbandierare. Un onesto servitore dello Stato, si sarebbe detto un tempo (e forse è il tempo che si torni a dire), fedele alle istituzioni e anche a se stesso, alla propria coerenza, fino al sacrificio della propria vita in un atto di eroismo che è stato il supremo, definitivo, compimento d'un dovere che non contiene in sé neppure una bava di retorica.
la voglio iooo,neppure una sora mà,buono,bello,giusto,beeee
È l'immagine di un'Italia che c'è, anche se ci capita raramente di accorgercene. Un'Italia che non grida, non cerca i riflettori, non insegue televisioni e indici di gradimento, che non litiga per litigare e non stupisce per stupire, che non si involgarisce e riserva le sue indignazioni a quel tanto che c'è, nel mondo, da meritare l'indignazione: una prostituta bambina sul ciglio d'una strada, per esempio; la sofferenza d'un povero cristo scappato dalla fame o dalla tortura; una donna sequestrata dai terroristi in un paese lontano; le ingiustizie vere, quelle che versano sul mondo la morte e il dolore.
Un'Italia che c'è. Nella compostezza, nella serietà, nel rispetto di sé e degli altri di tanti che lavorano nelle istituzioni, di tanti uomini e donne delle forze dell'ordine che mettono per il bene di tutti a repentaglio la propria vita, e non in astratto ma concretamente, correndo a salvare chi è in difficoltà e magari non sparando per primi a un posto di blocco, perché davanti alla pistola c'è comunque una vita. Nell'esperienza dei ragazzi (sono tanti, tantissimi, molti di più di quanto normalmente si pensi) che vanno a fare i volontari nei paesi più disgraziati e lontani o in quella triste periferia dell'anima del mondo ricco che vive nella povertà e nel degrado sotto le nostre case. Nella forza d'animo dei familiari degli, ormai tanti, italiani che sono stati rapiti in Iraq: l'ostinazione nell'ottimismo dei genitori, dei fratelli e delle sorelle di Stefio, Agliana e Cupertino, il dolore composto dei familiari di Quattrocchi e poi di Baldoni, la serenità dei genitori di Simona Torretta e Simona Pari, la tristezza che, alla notizia della morte dell'uomo che le aveva salvato la figlia, è calata sul volto da patriarca di Franco Sgrena.
neppure una sora mà,ma che d'è sta bava,zitto e fotti,beellooo,uh guarda ma c'è il sole...Italia,Italia,Italia,faccela vedè,faccetta neraaa,nooo ohhhh,bravissimi tuuutti...
Un'Italia di cui ho visto un tratto, ieri mattina, nei racconti e nelle confidenze degli uomini del Sismi che, sul terreno o qui da Roma, hanno partecipato alla liberazione di Giuliana. Persone impegnate, con una grande professionalità, molto motivate. Nessuno di loro ha la vocazione dell'eroe e però uno di loro, per compiere il proprio dovere, è morto da eroe. Ora di lui raccontano che era una persona mite, che non amava le armi e gli atteggiamenti da “duro”, dicono che era un uomo silenzioso e quasi timido. Ma faceva il suo dovere ed era bravissimo a farlo.
Quest'uomo, che Giuliana ha voluto abbracciare due volte, quando lui l'ha liberata e quando è caduto sul suo corpo dopo averle salvato la vita, ha lavorato alla soluzione del suo ultimo e più importante “caso” da poliziotto collaborando strettamente con il direttore e il gruppo dirigente del “Manifesto”. Era nata un'amicizia, così come era accaduto, durante i negoziati per le liberazioni di Simona Pari e Simona Torretta, con gli esponenti della cooperazione e dei gruppi pacifisti.
Anche qui c'è il segno di una bella Italia che c'è: l'unità, il rispetto reciproco, la lotta comune contro il terrorismo e la violenza, il rispetto delle istituzioni ne sono la trama. Antiche inimicizie, antichi schieramenti ideologici, antichi sospetti sono caduti perché il mondo è cambiato. E il merito è anche di uomini come Nicola Calipari.
neppure una sora mà,clap,clap,che è sempre un bel vedere,sta ggente unita e volemose beeeneee...
°°°
A sinistra è l'ora dei nerds.Veltroni , però, è davvero bravo : a distanza di circa trent'anni è riuscito a ripetere il miracolo scalfariano di far parlare un morto.Ieri Moro,oggi Calipari.




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8 marzo 2005

Siamo tutti Hezbollah

Mentre il Consiglio Europeo ragiona sul segnalarli come terroristi nella lista nera per metà mese , per gli Usa lo sono già , i membri del Partito Hezbollah manifestano in piazza contro Israele e l'ingerenza straniera in nome della ..Siria.Il "liberale" e laico Allawi , intanto , annuncia il suo ritiro dal premierato dando così spazio e via libera al candidato dell'Alleanza sciita.E' davvero tempo , oggi più che mai , del partito di Dio ...




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8 marzo 2005

El pueblo unido jamas sera vencido

Allarme sociale in Campania.Oggi un giudice stabilisce l'ammissibilità della lista Udeur-Popolari alle consultazioni regionali imminenti.Si teme , nel caso venisse confermata l'esclusione , un aumento considerevole della percentuale di disoccupazione.Quella del dopoelezioni , ovviamente. 




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8 marzo 2005

Presa d'aria

Le autorità americane hanno scritto nel loro Dossier sul caso Sgrena-Calipari che sono stati gli italiani ad aver sbagliato , facendo casino con le auto e le comunicazioni.Fini,il nostro Ministro Esteri , ha negato di poter dare particolari importanti sulla liberazione dovendo omettere , a salvaguardia della loro incolumità , i nominativi del personale italiano di stanza in Iraq e persino di cittadini iracheni che avrebbero fornito aiuto logistico nell'affaire.Berlusconi , oggi, comunicherà alle Camere , e quindi al paese , che non c'è nulla da dire perchè non c'è nulla realmente da sapere.Così ognuno , finalmente , potrà restare della propria opinione.Confusi ma felici.




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7 marzo 2005

Presunzione di giustizia

La Difesa di Milosevic all'Aia sta per essere sospesa
di Tiphaine Dickson
"Il Tribunale Internazionale per i Crimini nella ex Jugoslavia, l'ICTY, non solo è stato coinvolto nella copertura dei crimini di guerra e delle atrocità degli USA-NATO, ma anche nell'atto di accusa contro un ex capo di stato,per i crimini commessi dalle forze di invasione della NATO, attraverso procedure tipiche della Camera Stellata [famigerato tribunale politico istituito da Enrico VIII e abolito nel 1640-41], senza tenere conto delle atrocità messe in atto dalla loro contigua organizzazione terroristica, come l'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA), alla quale era stato conferito nel corso dell'invasione del 1999 lo status di struttura di fiducia dell'ONU, malgrado i suoi legami con Al Qaeda e il crimine organizzato.La Criminalizzazione dello Stato avviene quando criminali di guerra occupano posizioni di autorità, che consentono loro di decidere chi sono i criminali,quando di fatto sono loro stessi i veri criminali".
Tiphaine Dickson collabora a Global Research ed è un avvocato per la difesa nelle corti penali, specializzata in diritto penale internazionale con sede a Montréal. Ha diretto il collegio di difesa in uno dei primi tribunali ONU che giudicavano sul genocidio prima del Tribunale Internazionale per i Crimini nel Rwanda.

...La realtà di un processo squilibrato che non è stato mai caratterizzato da imparzialità, ma dalla persistente violazione dei diritti del Presidente Milosevic e dello stesso diritto internazionale, dal momento in cui l'imputato veniva accusato, al culmine di una campagna
illegale di bombardamenti, nel corso di una guerra di aggressione contro la nazione di cui era il legittimo Presidente, da un'Accusa che puntualmente informava i media sul suo nuovo status, che lo avrebbe squalificato dalla partecipazione ad una pace negoziata.

Questo processo è stato al contrario, in molte occasioni, lento in modo straziante,e la vittima principale è stato il Presidente Milosevic, trasferito all'Aia dopo essere stato sottratto con la forza da una struttura a Belgrado senza ricorrere ad un tribunale per la giustizia ordinaria ed in violazione della Costituzione, secondo le indicazioni della Corte Costituzionale Jugoslava
(di allora), e detenuto sotto l'autorità dell'ONU dal 28 giugno 2001.
Desta costernazione notare che la giustizia internazionale, o quello che tenta di apparire come tale, tolleri i quattro anni e mezzo di detenzione di un uomo che soffre di una forma di ipertensione difficile da curare, e che ora sta peggiorando, e utilizzi questa malattia come giustificazione per imporre un avvocato di ufficio, però solo quando l'imputato ha iniziato la sua difesa, in un quadro di preoccupazione per la sua salute che risultava molto meno evidente durante la maratona senza giustificazioni della presentazione storico/politica delle prove da parte dell'Accusa, Ms. Del Ponte, molte delle quali assolutamente prive di rilevanza, per andare sul leggero.
L'ICTY, una istituzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha
predisposto la scena per giustificare la fine di questo dibattimento, rendendo responsabile di questo risultato il Presidente Milosevic, attraverso quattro ordinanze, e due di queste sono state emesse nelle ultime due settimane.
La prima, gli è stato imposto un consulente legale, contro la sua volontà.
La seconda, in absentia il procedimento viene ritenuto valido. La terza,non è concesso agli avvocati imposti di ufficio di ritirarsi a causa di ragioni etiche. E l'ultima, la durata delle argomentazioni dell'Accusa viene artificialmente ridotta, e il tempo accordato a Slobodan Milosevic gonfiato, computando i suoi contro-interrogatori dei testimoni dell'Accusa come tempo dedicato alla sua difesa, in un sistema inusitato secondo la statistica.
Slobodan Milosevic, direttamente o indirettamente, in tutte e quattro le ordinanze è reso responsabile per ogni sfavorevole condizione nel procedere degli avvenimenti processuali. Tutto viene messo in gioco per mettere fine alla vicenda!
In settembre, la Corte aveva imposto un consulente legale d'ufficio contro l'espresso desiderio dell'imputato, una pratica descritta dalla Corte Suprema degli Stati Uniti come abbandonata da tantissimo tempo, dal tempo della Camera Stellata mai rimpianta, un'infame struttura esecutiva del XVI secolo e della prima metà del XVII secolo per condurre i processi politici.
La decisione del Tribunale di imporre un avvocato di ufficio, con ampi poteri di determinare la strategia della difesa, scatenava una crisi: i testimoni a difesa si rifiutavano di collaborare con i consulenti imposti, Steven Kay e Gillian Higgins, in precedenza in carico dell'ICTY come amici curiae,amici della corte, affibbiati a Slobodan Milosevic come avvocati difensori, chiaramente per il fatto che costoro erano stati parte nel processo per più di due anni, e che questo veniva a costituire, per lo meno, un palese conflitto di interesse.
Tutti i diritti fondamentali,de minimis,offerti all'imputato dallo Statuto dell'ICTY (che sono stati derivati, almeno a parole,dalla Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici, trascurando solo, inspiegabilmente, la clausola della Convenzione sul diritto ad essere processati da una Corte indipendente, imparziale, e di competenza), sono al pari con il diritto all'autodifesa personale. In altre parole, il diritto per l'imputato all'autodifesa è proprio una presunzione, come lo sono tutti gli altri diritti processuali minimi, fondamentali,riconosciuti internazionalmente,previsti dallo Statuto dell'ICTY, come il diritto di conoscere la natura dell'imputazione, il diritto di rimanere in silenzio, il diritto di presentare prove a discarico nelle stesse condizioni dell'Accusa, il diritto di avere un interprete, e il diritto di essere giudicato solo quando si è presenti.
Nei fatti, tutti questi sono stati stravolti nella loro essenza come diritti.Il Tribunale internazionale ad hoc li considera solo come pure e semplici presunzioni, che possono essere quindi violate a discrezione della Camera processuale quando conviene.

Che l'ICTY tenti di addossare a Slobodan Milosevic la responsabilità per questo interminabile processo, è assurdo. Inoltre, il fatto che la Pubblico Ministero presentasse le sue accuse, mentre erano in corso ancora le indagini,per molto osservatori è risultato inspiegabile e decisamente tortuoso.La difesa di Slobodan Milosevic, sorprendentemente poco riportata dai media,peraltro minaccia di fare molta luce su quello che egli (e in misura crescente,i suoi testimoni) ha descritto, non come le Guerre Balcaniche, ma come un'unica guerra contro la Jugoslavia, uno stato in vita non più a lungo,i cui ultimi giorni sono stati contrassegnati da bombardamenti aerei mai visti a Belgrado, se non da parte degli Alleati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e da parte della Germania Nazista nel 1941.
Questa è la guerra che il Presidente Milosevic sta iniziando ad analizzare nella sua difesa, e questo può ben costituire la ragione per cui improvvisamente si sta sprecando tempo, il Processo si è trascinato abbastanza, e l'integrità del procedimento è ora messa in gioco. Infatti, questa difesa potrebbe ben rappresentare la vera sostanziale turbativa per fare decadere il processo e quindi compromettere l'intera istituzione.


http://www.globalresearch.ca/




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7 marzo 2005

Curiosity killed Mazzucco ...

Leggetevi questo divertente forum , qui su Luogocomune.net , il sito di Mazzucco , quello della dietrologia delle sedie di Abu Ghraib e mille altri rivoli di fantascienza complottarda à la b-movie yankee trash , nel quale , per il mero fatto di aver ospitato un contributo della fascista Ercolina Milanesi , il prode autore viene di fatto sconfessato selvaggiamente dai suoi ex amici di Tribù Ribelli.Ai quali tanto aveva dato e dai quali tocca ora a lui tanto prender(l)e ..




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7 marzo 2005

Madri coraggio

Giuliana Sgrena ha dichiarato che la sua esperienza di prigionia , benchè la personale storia di contrarietà all'embargo prima , alla guerra e l'occupazione poi , e la determinazione a rappresentare lì la voglia di conoscere e raccontare direttamente i fatti senza filtri alcuno, rappresenta una chiara dichiarazione di fallimento umano e politico.
"Loro volevano che lavassi accuratamente i miei stracci : quando mi accingevo a farlo , mi rimproveravano violentemente di non esser in grado di farlo perchè abituata ad avere una lavatrice".
Lo dico sempre che saranno queste donne , le Sgrena , le Mazzantini , non più Madrine di guerra , cieche ed acritiche , a rompere l'incantesimo , spezzandone l'adozione irrazionale e sentimentale , di questi preti rossi , restituendoli alla loro misera dimensione di retori attrezzi del passatismo tutto "tera" , bandiera , cazzo e miseria.Dentro e fuori. 
 
Basta solo un pizzico di coraggio.O , meglio , di paura.




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