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Free Barghouti


6 dicembre 2004

Sinistra palestinese , tra realpolitik , femme fetale e rinnovamento del Fatah

"Al Fatah contro Barghuti" , M.Giorgio, 04/12/04  

Il caso della candidatura di Marwan Barghuti pesa come un macigno sulle elezioni che il 9 gennaio decideranno il nuovo presidente dell'Autorità nazionale palestinese. Ieri mentre la Commissione centrale elettorale rendeva pubblico a Ramallah l'elenco dei dieci candidati - nessuna donna, è stata esclusa anche la giornalista Majda Al-Batch - i vertici e una parte delle strutture di base di Al-Fatah sparavano bordate durissime contro il Segretario del movimento in Cisgiordania. Si fanno ora insistenti le voci di un' espulsione di Barghuti da Al-Fatah. Un allontanamento che sarebbe il primo passo verso l'isolamento di un dirigente che senza dubbio ha commesso un grave errore candidandosi dopo aver annunciato la sua rinuncia a favore del leader dell'Olp Abu Mazen, ma che, allo stesso tempo, fa paura alla vecchia guardia per il forte ascendente sulla popolazione, in particolare le nuove generazioni. I collaboratori più stretti di Barghuti e la moglie Fadwa hanno spiegato che il «comandante dell'Intifada» aveva accettato con riluttanza di farsi da parte su pressione dei vertici di Al-Fatah, per non contrastare le ambizioni di Abu Mazen, gradito a Israele e Stati Uniti. Mercoledì Barghuti ha perciò deciso di giocare le sue carte, anche perché convinto che il processo di rinnovamento in Al-Fatah non sarebbe andato avanti, visto che le elezioni interne al movimento sono state fissate non nelle prossime settimane, come aveva chiesto, ma ad agosto.

Il più accanito avversario di Barghuti comunque non è Abu Mazen ma il segretario della presidenza dell'Anp e membro del Comitato centrale Tayeb Abdul Rahim. «Ciò che ha fatto il fratello Marwan è irresponsabile e inaccettabile», ha affermato durante una conferenza stampa Abdul Rahim, sostenitore accanito della resa dei conti con Barghuti. Altri esponenti della nomenklatura - rimasti per anni e anni seduti nelle loro confortevoli poltrone assegnate dallo scomparso Yasser Arafat mentre la popolazione pagava le conseguenze dei raid israeliani - adesso cercano di incitare la base di Al-Fatah contro Barghuti. Critiche sono state espresse anche dalla nuova generazione del movimento che fa riferimento proprio al leader incarcerato in Israele. Il più aperto nella condanna è stato Zakaria Zubeide, il capo del gruppo armato «Brigate dei martiri di al-Aqsa». «Ha sbagliato, così divide il movimento, deve dare le dimissioni», ha detto dal suo nascondiglio a Jenin, Zubeide, ricercato da Israele. «Lo hanno consigliato male la moglie e quelli che vogliono il potere - ha aggiunto - ma noi sosteniamo Abu Mazen, unico candidato di al Fatah». Immancabili sono perciò giunte le critiche a Fadwa Barghuti, accusata addirittura di aver persuaso con l'inganno il marito spingendolo a compiere un grave errore politico.

Intanto Abu Mazen è già in campagna elettorale e da alcuni giorni è impegnato in incontri nei Territori occupati. Ieri ha visitato la sede del suo comitato a Gaza e ha promesso che seguirà le orme di Yasser Arafat, per ottenere l'indipendenza della Palestina. Ha anche criticato Hamas che, col Jihad Islami e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, boicotta le elezioni del 9 gennaio. Abu Mazen sta facendo il possibile per migliorare agli occhi della popolazione la sua immagine di esponente «moderato» che pensa prima di tutto a compiacere Usa e Israele e poi agli interessi della sua gente. Qualche giorno fa ha espresso maggiore fermezza sui «principi nazionali» ma la maggioranza della popolazione continua a guardarlo con sospetto. Tra le candidature ufficializzate ieri spicca quella di Tayser Khaled, uno dei leader storici del Fronte democratico per la liberazione della Palestina. La sinistra palestinese non ha saputo trovare in queste settimane l'intesa per un candidato unico, confermando la profonda crisi in cui si dibatte da anni.

 




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3 dicembre 2004

Chances

"Sharon è capace di perseguire la pace ed è capace di raggiungere soluzioni,se vuole".La "migliore chance della pace" per i palestinesi.L'ha detto George ? No , Hosni Mubarak.
Sharon incassa l'investitura a uomo di pace dal presidente egiziano Mubarak , liquida i liberali dal suo governo , contrari al compromesso transattivo(voti per soldi alle scuole rabbiniche) con l'ultimo partitino clericale rimasto in coalizione , senza batter ciglio per sostituirli con gli scalpitanti laburisti , proprio ai quali  pare sarà assegnata la gestione del ritiro da Gaza con la creazione di un Ministero apposito da affidare al nobel  Shimon Peres , tratta con Assad il quale , pur nicchiando sul ritiro totale dal Libano , prepara la gran barriera di sabbia , ai confini iracheni , antiterroristi.
E soprattutto s'impegna affinchè il candidato alle presidenziali palestinesi , Marwan Barghouti , possa svolgere il suo lavoro politico pur nelle ristrettezze del regime detentivo("potra' lavorare solo nell'ambito delle restrizioni carcerarie").Ora mi si dirà se ha un qualche senso far allenare Barghouti a diventare il nuovo Mr Palestine se non si ha l'intenzione poi  di graziarlo , una volta eletto.Consultazioni alle quali , è ufficiale , non parteciperanno le principali organizzazioni del fondamentalismo islamico , Hamas e Jihad ovvero : la sfida sarà dunque a due , Abu Mazen da una parte e Barghouti dall'altra.Benchè spinga e possa pigiare sempre più forte sul pedale movimentista rispetto le dichiarazioni d'intenti all'insegna del moderatismo del primo , il secondo offre maggior credibilità complessiva come interlocutore di pace essendo dotato della sufficiente forza , carisma ed ascendente miliziano per un genuino consenso tra il popolo .

 




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3 dicembre 2004

Firma per la liberazione del sig. M.Barghouti

Ho creato questo libro firme (guestbook) dove raccogliere le adesioni firmate al progetto di richiesta della liberazione del sig.Barghouti .

 
Lo scopo è quello di farle valere e pesare nella mailing list che verranno costituite ed adoperate.
 



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29 novembre 2004

Barghouti si candida:semiufficiale ergo vero

"Dopo Arafat: Barghuti si candida"

Sotto una raffica di indiscrezioni, annunci e smentite che hanno riportato alla memoria il continuo accavallarsi di notizie contrastanti che ha segnato l'agonia di Yasser Arafat, ieri esponenti di primo piano dell'Alto Consiglio di Al-Fatah hanno fatto sapere che Marwan Barghuti, il segretario della organizzazione per la Cisgiordania, detenuto in un carcere israeliano dove scontando una condanna plurima all'ergastolo, è sul punto di presentarsi alle elezioni presidenziali del 9 gennaio. Un passo non ufficiale, almeno fino alla scorsa notte, che è coinciso con la ratifica da parte del Consiglio rivoluzionario di Al-Fatah (129 membri) della nomina di Abu Mazen a candidato della organizzazione fatta lunedì dal Comitato centrale. A questo punto il rischio di una spaccatura di Al-Fatah è concreto. Dietro la possibile candidatura di Barghuti si cela il risentimento della nuova generazione di Al-Fatah, cresciuta nei Territori occupati e che non riesce ad avere accesso nella stanza dei bottoni. Dietro quella di Abu Mazen invece sono schierati i rappresentanti della vecchia guardia, giunta in gran parte dall'esilio di Tunisi, che non vuole cedere anche solo una minima parte dei suoi poteri.
Arafat era riuscito a tenere a freno i due campi, grazie al suo carisma e al mito che incarnava. Ora che non c'è più le differenze si stanno trasformando in fratture.Un esponente dell'Alto Consiglio di Al-Fatah, Abdel Rahman Al Shomali, ha riferito ieri che Barghuti ha fatto sapere ai dirigenti dell'organizzazione, tramite il suo avvocato che gli ha fatto visita, di volersi candidare. Il legale, Khader Shkeirat, però ieri sera si è rifiutato di confermare o di smentire le notizie. Un annuncio, in un senso o in un altro, è atteso nei prossimi giorni e tra i palestinesi cresce il fermento. La popolazione vuole la candidatura di Barghuti anche se i sondaggi danno Abu Mazen vincente alle presidenziali. Se si presentasse effettivamente, dopo che il Comitato centrale e il Consiglio rivoluzionario di Al Fatah ha deciso di designare Abu Mazen quale candidato unico, in casa palestinese si aprirebbe un caso di enorme importanza. Diversi dirigenti politici sono convinti della necessità di trovare una intesa tra i due. «Le relazioni personali di Barghuti con Abu Mazen sono buone», ha indicato il direttore di Al-Hayat Al-Jadida Hafez Barghuti, sottolineando che «per Abu Mazen sarebbe molto pericoloso se Marwan decidesse di presentarsi». Il giornalista ha spiegato che alle presidenziali si sono registrati «Candidati islamici, progressisti, qualche intellettuale indipendente che rastrelleranno elettori in ogni strato della popolazione. Che cosa rimarrà a Abu Mazen? Al Fatah. Ma se il partito si spacca - ha aggiunto - se i giovani votano per Marwan, rischia di essere una catastrofe per Abu Mazen, ma anche per Al-Fatah e un terremoto nella politica palestinese». La soluzione indicata da molti prevede una maggiore divisione del potere ai vertici del movimento politico e dell'Anp fra vecchia guardia e giovani vicini a Barghuti nonché un impegno a premere su Israele per la sua liberazione (a questo proposito il presidente israeliano Moshe Katzav in un'intervista apparsa ieri sul quotidiano Maariv, non ha escluso la possibilità di una scarcerazione del più noto dei prigionieri politici palestinesi).
La tensione intanto sale ai vertici di Al-Fatah, martedì sera a Betlemme si è svolta una riunione con la partecipazione di 44 dei 55 membri dell'Alto Consiglio in Cisgiordania, un organo di base nel quale sono rappresentati dirigenti e attivisti locali di «Tanzim», espressione della base del movimento. «Il consenso manifestato a Barghuti è stato massiccio a conferma del suo carisma e del suo potere. È evidente che Abu Mazen, che al contrario non gode di grande popolarità, dovrà per forza appoggiarsi a lui per garantirsi il pieno sostegno del movimento. Altrimenti rischia di mettere in forse la sua vittoria alle presidenziali», ha aggiunto Hafez Barghuti. L'elite politica, i deputati del Consiglio legislativo e, soprattutto, buona parte dei ministri del governo del premier Abu Ala, guardano con scetticismo alla eventuale candidatura di Barghuti, ritenuto troppo «rivoluzionario» per un incarico delicato come quello di presidente dell'Anp.
«Marwan potrà avere un ruolo importante ma in futuro, da uomo libero - ha affermato la portavoce palestinese Hanan Ashrawi - ora però è in carcere e non si può guidare una nazione da dietro le sbarre. Abbiamo già avuto un presidente (Yasser Arafat) tenuto di fatto prigioniero (nella Muqata di Ramallah, ndr) da Israele e non abbiamo bisogno di un altro raìs in manette».

Il Manifesto , 26-11-04 , Michele Giorgio

°°°

Se il Politburo dice " forse " , significa Si.Se si rispetta ancora la massima bismarckiana che la politika è "femina" ...

 




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22 novembre 2004

Barghouti hombre del partido per tutti

20 novembre 2004
Il dopo Arafat: la carta Barghuti
La moglie del leader dell’intifada: in corso contatti tra Marwan e al Fatah, mio marito il candidato ideale. Abu Ala: le presidenziali entro il 9 gennaio. Da Israele ancora nessuna risposta sulle garanzie per lo svolgimento del voto

di MICHELE GIORGIO

È stata già definita «l’opzione Mandela», ma la candidatura a presidente dell’Anp del Segretario generale di Al-Fatah e «comandante dell’intifada», Marwan Barghuti, in carcere in Israele, dovrebbe rivelarsi presto qualcosa di più di una frase ad uso dei media. Potrebbe inoltre rappresentare un elemento di scompiglio nei giochi politici della transizione del dopo-Arafat. «Mio marito sarebbe il candidato in migliore posizione», ha affermato Fadwa Barghouti, la moglie dell’esponente palestinese, considerato il personaggio politico più popolare nei Territori occupati ora che Yasser Arafat non c’è più. Fadwa Barghuti ha riferito che sono in corso contatti con Al-Fatah, allo scopo di esaminare l’ipotesi della candidatura. «Sapremo fra due settimane se è Marwan la persona scelta da Al-Fatah», ha aggiunto. Barghuti, se dovesse uscire vincitore dal voto, automaticamente vedrebbe crescere la sue possibilità di lasciare il carcere (dove sconta una condanna a vari ergastoli) prima del tempo e di ridiventare un caso internazionale con prevedibile forte imbarazzo per Israele. La sua candidatura, che non dispiacerebbe alla maggioranza dei palestinesi, potrebbe creare non pochi problemi in Al-Fatah e nell’Anp. Diversi analisti ritengono Abu Mazen attualmente favorito per la presidenza. Per la vecchia guardia di Al-Fatah, sarebbe il presidente ideale per portare avanti una politica molto moderata che da un lato riapra il dialogo con Israele e Usa e dall’altro non tocchi posizioni di potere immutabili da anni.

Invece, dopo la morte di Arafat, Barghuti si è pronunciato per un proseguimento della seconda Intifada. Parole che sono piaciute ai militanti di base di Al-Fatah (dove Abu Mazen conta pochi sostenitori) e vengono appoggiate, entro certi limiti, dalla nuova generazione del movimento politico rappresentata da Qaddura Fares, Hathem Abdel Qader e Mohammad Hurani (che si battono anche contro la corruzione e per una maggiore trasparenza nelle istituzioni palestinesi). Fadwa Barghuti ieri ha cercato di chiarire il pensiero del marito, per rassicurare i settori più moderati di Al-Fatah. «Marwan ha un programma chiaro per andare dall’intifada alla pace, sulla base di una coesistenza fra due Stati». Un recente sondaggio indica Barghuti come il leader palestinese più popolare dopo Arafat, con il 12% dei consensi. Abu Mazen e il premier Abu Ala avevano solo l’1%. Ma i due ora sembrano avere il pieno sostegno di Mohammed Dahlan, l’«uomo forte» di Gaza. In una intervista Dahlan si è detto convinto che Abu Mazen vincerà «con il 65% dei voti». «Lo aiuteremo noi», ha promesso. Intanto Abu Ala ha previsto che le presidenziali dovrebbero svolgersi entro il 9 gennaio. Stando al ministro per i negoziati Saeb Erekat la direzione palestinese potrebbe annunciarne già oggi la data esatta. «La nostra principale priorità sono ora le elezioni», ha aggiunto Nabil Abu Rudeina, ex principale consigliere di Arafat. I dirigenti palestinesi chiedono che Israele allenti la pressione militare sui Territori occupati per consentire un normale svolgimento delle operazioni elettorali. Sharon non ha ancora risposto.

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/14-Novembre-2004/art31.html
 
°°°
Barghouti deve parlare di intifada:ma ,come rilevabile , l'opzione armata è puramente tattica e non strategica.L'obiettivo finale è la pace e la coesistenza dei due stati.
Cosa che Hamas non può garantire.
I moderati del Fatah sulla carta hanno un buon appeal perchè ostentano buone e giuste intenzioni transattive : ma , a mio avviso , sostenerli in questo caso è un errore.
Perchè ? Perchè non hanno sufficiente credibilità presso il popolo palestinese e quindi , quel che è peggio , forza sul territorio per contrare le organizzazioni radicali.
Comunque la si guardi , Marwan Barghouti è davvero l'hombre del partido per tutti il 09 di Gennaio del 2005.
Riguardo l'atteggiamento di Israele riguardo le consultazioni palestinesi , vi è stata una presa di posizione ufficiale del Ministero Sharon riguardo l'impegno a fare il possibile per consentire un corretto svolgimento delle medesime.Non a caso , infatti , Sharon stesso ha garantito che potranno partecipare tranquillamente al voto le comunità arabe di Gerusalemme Est.Un altro piccolo pezzo di storia , una nuova e possibile storia, a cui assistiamo,se vogliamo. 




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18 novembre 2004

Barghouti: free or not free

Lanciato il sondaggio su Barghouti libero.Lo trovate in home page alla vostra destra.Si vota una sola volta per postazione informatica(il sistema l'ho tarato per un solo voto a pc) e se si sceglie di motivare la risposta è possibile adoperare la sez.Commenti con facilità.

***

Barghouti: free or not free
Siete d'accordo con la liberazione di Marwan Barghouti ?

 -Si
 -No
 -Si , ed il perchè lo allego nei commenti
 -No , ed il perchè lo allego nei commenti
 




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17 novembre 2004

Free Marwan Barghouti

Appello per l'assoluzione e la liberazione immediata

di Marwan Barghouti

coordinamento nazionale dei giuristi democratici

per adesioni:

info@giuristidemocratici.it

@@@

Cortese "Giuristi democratici ",

vogliate accettare la mia firma in calce all'appello per l'assoluzione e la liberazione del sig. Marwan Barghouti , attualmente residente in un carcere israeliano in seguito ad un processo illegittimo ex tunc.Ovvero sin dal principio , essendo stato il Barghouti tratto forzosamente sotto la competenza del Tribunale israeliano contravvenendo ad i protocolli post Oslo tra Anp e lo stato israeliano:i quali impediscono l'estradizione di cittadini palestinesi per crimini commessi in Israele senza l'intervento attivo a tal senso dell'Autorità palestinese.Il procedimento stesso , come affermato dall' insigne avvocato ebreo della difesa , sig.Leibowitz , è stato basato sul principio della riconduzione al Barghouti di episodi terroristici per supposta conoscenza e mancanza d'esercizio di veto a siffatte operazioni: il sig.Barghouti non ha detto di No e non poteva non sapere.Tutto ciò è inammissibile.

Considerando il delicato momento politico , il sottoscritto auspica il rilascio del Barghouti , onde permettergli di partecipare alle presidenziali in rinnovo il Gennaio del nuovo anno , come primo atto di un nuovo ordine di rapporti tra Israele e Palestina , incentrato su di un rigoroso rispetto del DIRITTO.

 




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