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Diario


18 marzo 2005

F...


...in




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14 marzo 2005

Solidarietà ad Alessandra Mussolini - by Gomez

Alessandra Mussolini ha intrapreso una vibrante forma di protesta a denuncia del mancato inserimento della sua lista nell'ambito dell'imminente competizione elettorale per le Regioni , nella fattispecie Lazio.Pare che quello delle firme di sottoscrizione sia un problema comune a molte , quasi tutte , delle formazioni politiche per questo genere di agone , dato il tipo di procedura richiesta dalla normativa.Ma questo non serve ad evitare il florilegio di ironie , pesanti , e sguaiatezze nei confronti della pugna mussoliniana a tutela del proprio buon diritto a concorrere a determinare l'indirizzo politico in democrazia.Ecco , dunque , una forsennata campagna di denigrazione ad personam : basata su insulti sessisti e sprezzo intellettuale.La sig.ra Mussolini è colpevole , in questo bigotto Strapaese  , che condanna inesorabilmente ciò che lo eccita , di essere una bella donna , che non si vergogna neanche un pò di esserlo e di averlo chiaramente mostrato , e quindi inaffidabile.Oltre al consueto reato d'opinione consumato da chi professa determinate idee .Magari declinandole anche in modo inconsueto per un vieppiù di scandalo a buon mercato.Non andrebbe espressa solidarietà ad una fascista ? Ma se sull'Iraq si è schierata più a sinistra di buona parte , il salotto buono... , della sinistra stessa.
"Sono sempre stata contraria alla missione dei militari italiani in  Iraq : credo che le truppe vadano ritirate''
C'è ben altro dunque di cui , semmai , vergognarsi.

 by Gomez
http://gomez.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=434775




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11 marzo 2005

La nuova armata Brancaleone-by Gomez

La nuova armata Brancaleone
Occorre salvare i social-riformisti dalla deriva multiculturalista. Essi non possono contribuire oltre alla dissoluzione di tutti i valori, terreno fertile per la penetrazione di altri valori, i più forti e necessariamente i meno tolleranti...
a quando l’annichilimento di tutti i sé culturali, da quelli islamici a quelli liberali?
---
A presto , si spera ...Buona crociata ai crocieristi , nel frattempo ...

Gomez




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11 marzo 2005

"Jene" - by gomez

Polito , Macaluso e gran parte dell'intellighentia moderata si schierano per la linea dura sui ricatti.Nessuna dazione di denaro dovrà più farsi .Mai più anche il solo trattare.
Da oggi , con il conforto da sinistra di Riccardo Barenghi , ogni ostaggio è un uomo morto,in omaggio alla disumanità della solita ragion di stato..Quando si dice "Jene" ...

Gomez




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10 marzo 2005

Il Manifesto censura la Resistenza in Iraq

Nel secondo anniversario della aggressione all’Iraq noi manifesteremo per celebrare un gemellaggio simbolico tra Falluja e Sant’Anna di Stazzema,

  • per commemorare in maniera congiunta i martiri del nazismo, del fascismo e dell’imperialismo americano,
  • per affermare che gli ideali di libertà e indipendenza dei partigiani italiani sono gli stessi di quelli iracheni,
  • per denunciare tutti i crimini di guerra imperialisti, quale che sia la maschera che essi adoprano e i pretesti che usano,
  • per dire basta alle guerre americane,
  • per chiedere il ritiro immediato di tutte le truppe d’occupazione in Iraq,
  • per sostenere la Resistenza dei popoli iracheno e palestinese fino alla vittoria

Promuovono:
COMITATI IRAQ LIBERO

LABORATORIO MARXISTA – Zona Apuo-Versiliese

 

Aderiscono:

LEGITTIMA DIFESA, UTOPIA CONCRETA – Brescia, AGINFORM, CAMPO ANTIMPERIALISTA,  L.U.P.O. (Lotta di Unità Proletaria) – Osimo,  Rivista ERETICA, CSPAL (Comitato di Solidarietà con i popoli, dell’America Latina), Rivista LA MONTAGNE (già Ernesto Toscano), UTOPIA ROSSA, CARC, Associazione ITALO-ARABA ASSADAKAH – Roma, Collettivo "IQBAL MASIQ" – Lecce, CONSURTA COMUNISTA SARDA,  Circolo ISKRA – Viareggio, CENTRO CULTURALE ITALO-ARABO – Torino, UMBRIA ROSSA, ANTIMPERIALISTI MARCHE, PRIMOMAGGIO (Foglio di collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati della zona apuo-versiliese), UMBRIA CONTRO LA GUERRA, SOCCORSO POPOLARE - Padova, Associazione PRIMO MAGGIO - Vicenza, ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA.

 

Tra le adesioni individuali alla manifestazione ne sono pervenute alcune particolarmente significative. Sono quelle di:

  • GIORGIO BOCCA - Giornalista, partigiano e storico della Resistenza, autore nell'ultimo anno di innumerevoli articoli controcorrente sulla Resistenza irachena.
  • GIULIO GIRARDI - Filosofo e Teologo della Liberazione da sempre impegnato a fianco delle lotte dei popoli oppressi.
  • HAMZA PICCARDO - Segretario UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazioni islamiche in Italia).
  • GIANNI VATTIMO - Filosofo ed ex parlamentare europeo
  • LUIGI CORTESI - Storico del movimento operaio
  • ROBERTO GIAMMANCO - Sociologo, studioso della società americana.

*************************

Comunicato stampa


Grave atto di censura de IL MANIFESTO

Domenica prossima, 13 marzo, si svolgerà a Sant’Anna di Stazzema (LU) una manifestazione nazionale di solidarietà con la Resistenza del popolo iracheno.

Abbiamo scelto Sant’Anna poiché il 12 agosto del 1944 le SS naziste, spalleggiate dai fascisti locali, trucidarono  560 italiani innocenti.

La storia si ripete in Iraq, dove le truppe d’occupazione americane, incapaci di venire a capo di una indomita Resistenza nazionale, si stanno accanendo contro la popolazione inerme, bombardando a tappeto le città insorte (Falluja su tutte), sparando a vista su tutto ciò che si muove. Emblematico il caso dell’assassinio a sangue freddo del dirigente del SISMI Nicola Calipari.

Per questo la manifestazione del 13 marzo e’ stata indetta con una semplice parola d’ordine: «ieri in Italia oggi in Iraq: STESSI I CRIMINI, STESSA LA RESISTENZA».

Ad essa hanno gia dato la loro adesione eminenti personalità politiche, della cultura e del giornalismo del nostro paese, come Giorgio Bocca, Gianni Vattimo, Giulio Girardi.

Allo scopo di pubblicizzare questa manifestazione abbiamo inviato al quotidiano Il Manifesto una richiesta di pubblicità a pagamento.

La risposta e’ stata un categorico NO.

Lo stesso direttore Gabriele Polo, da noi direttamente interpellato, ha motivato la censura affermando che la redazione del giornale non accetta alcuna equiparazione tra la Resistenza italiana e quella irachena. Di fronte ad alcune elementari obiezioni Polo non ha trovato di meglio che abbassare brutalmente la cornetta.

Denunciamo questo inquietante atto di censura.

Rifiutandosi di pubblicare la nostra inserzione Il Manifesto si assume infatti gravi responsabilità: avalla il primo paradigma del trasversale schieramento filoamericano, ovvero che non ci sarebbe Resistenza in Iraq ma solo terroristi e “tagliatori di teste”; aiuta un governo di guerra ad isolare e reprimere ogni manifestazione  di solidarietà con il popolo iracheno che resiste; offende il comune sentire di tanti cittadini che non accettano che l’Italia sia un fantoccio degli USA; calpesta le stesse idee di Giuliana Sgrena la quale, malgrado la sua drammatica vicenda, insiste che la guerriglia irachena e’ legittima, malgrado alcuni gruppi minoritari ricorrano a metodi di lotta deplorevoli.

 

8 marzo 2005

 

COMITATI IRAQ LIBERO

LABORATORIO MARXISTA

  

*************************

 Comunicato

 Anche a Massa c’è chi non vuole che si parli di Iraq

 

Martedì mattina il preside della Scuola Don Milani di Marina di Massa ci ha chiamato per comunicarci la sua intenzione di revocare la disponibilità dell'auditorium della scuola che avrebbe dovuto ospitare l'assemblea sull'Iraq di domenica prossima.

Consideriamo questa scelta gravissima e denunciamo il tentativo di censurare il nostro legittimo diritto di espressione, anche perché la cosa è avvenuta a ridosso dell'iniziativa stessa e ci ha posto nella situazione molto difficile di dover trovare una nuova sala in tempi brevissimi (e di comunicare il più ampiamente possibile il cambio di sede), cosa che fortunatamente è stata possibile.

Premesso che al preside della "Don Milani" avevamo spiegato la natura generale dell'assemblea e che avevamo sbrigato tutti gli adempimenti burocratici richiesti, risulta del tutto evidente che il preside, un po' dietro la pressione di qualche forza politica, un po' per una sua certa inclinazione berlusconista, ha ritenuto di impedire la libera espressione del pensiero a chi non era a lui consono politicamente, gestendo la scuola come sua proprietà privata e non come luogo di formazione e di conoscenza; formazione e conoscenza che rappresentano uno degli obbiettivi dell'intera giornata del 13 marzo, dedicata alla commemorazione congiunta delle vittime dell'imperialismo nazista, fascista e americano, nonché all'approfondimento della situazione irachena all'indomani delle elezioni del 30 gennaio, della venuta in Europa di Bush e del sequestro (e rilascio) della giornalista Giuliana Sgrena.
La censura del preside della "Don Milani" si aggiunge a quella altrettanto grave del "quotidiano comunista" il Manifesto il quale ci ha negato la pubblicazione di una "manchette" a pagamento sulla manifestazione di domenica, adducendo motivazioni inaccettabili - come quella dell'impossibilità dell'equiparazione tra resistenza italiana e resistenza irachena. Il tutto, mentre ogni giorno il Manifesto ospita intere pagine a pagamento da parte di grandi gruppi industriali che nella loro storia hanno avuto molto a che fare con il sostegno al fascismo e con la repressione delle lotte dei lavoratori, primo tra tutti la Fiat.

In sostanza, il "Corriere della sera" e "Il riformista" possono scrivere che la resistenza irachena è equiparabile ai fascisti di Salò; noi invece non possiamo dire che lo sterminio operato a Falluja con armi chimiche (come riconosce anche l'attuale ministro della salute iracheno) è equivalente all'eccidio di Sant'Anna o che le mire "imperiali" degli USA (di cui peraltro si parla in tutto il mondo e negli stessi USA) è simile al disegno di supremazia nazista.

Tutti siamo chiamati a riflettere a fondo su questa "conventio ad excludendum" che dal Manifesto ai partiti di governo mira a tappare la bocca alle voci fuori dal coro "politicamente corretto" e a rispondere in modo inequivocabile che tutti abbiamo il diritto di presentare le nostre idee e di confrontarle pubblicamente come nell'assemblea di domenica.

In conclusione ribadiamo il nostro sostegno "senza se e senza ma" alla resistenza irachena ed a tutti i popoli che lottano contro l'imperialismo.

 

9 marzo 2005
Laboratorio Marxista - Comitati Iraq Libero

 

IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO

 www.iraqlibero.at

 iraqlibero@email.it




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9 marzo 2005

Pulizia Irakena

Continua la meritoria opera della Resistenza Irachena alle prese con l'occupante Popolazione irachena.Poliziotti,civili,cadaveri ovunque agevolati in questo dalla scoperta ,cruciale , delle pratiche armi da fuoco.Con il solito corollario di rapimenti dei soliti ignoti.Il Merito è dato dall'aver finalmente fornito un dato certo e definitivo sul mistero "resistente".Una certezza ora l'abbiamo.
Si può finalmente cominciare a parlare di pulizia etnica .




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9 marzo 2005

La ganza di J.Lo.




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9 marzo 2005

Quello che le donne non dicono

Otto marzo: un triste regalo alle donne che desiderano essere anche madri

8 marzo 2005

E’ un otto marzo difficile per le donne quest’anno. Il primo da  quando
è entrata in vigore la Legge 40, che compirà un anno tra due giorni, una
legge restrittiva e punitiva per il loro corpo e per i loro desideri, unica,
inoltre, in tutto il panorama legislativo internazionale.  Un omaggio davvero
singolare questo per le donne che, secondo i fautori della legge, devono
togliersi dalla testa che la maternità sia un diritto
.  Come se non fosse
un diritto di tutti cercarla la maternità, pur senza alcuna assicurazione
di ottenerla, come avviene sempre, sia in un concepimento naturale sia in
uno assistito. Tranne che nel secondo caso il costo umano e psicologico
è estremamente più alto.
Eppure anche la Costituzione sancisce il diritto alla genitorialità cosciente
e responsabile, come se essere disposti a mettere in gioco il proprio corpo
e la propria salute in una ancor più tremenda altalena di speranze e delusioni
fosse in contraddizione con tutto questo.

Questa legge è solo una punizione in più oltre alla malattia della sterilità.
In un coro di voci in cui tutti parlano di ciò che non conoscono, poiché
la fecondazione assistita è materia complessa e delicata, si parla di embrioni
senza parlare di malattia, con il pretesto che queste tecniche riproduttive
non curano la sterilità e quindi non servono. Ma che cosa significa quest'asserzione,
chiediamo ai tanti esperti di morale che oggi affollano questa discussione
che dovrebbe essere appannaggio esclusivo delle donne, che di quelle cure
subiscono i sacrifici, le aspettative, le speranze e le delusioni? Se è
vero che queste tecniche riproduttive non cancellano l’oligospermia in un
maschio o non riaprono le tube di una donna  e pertanto non sono necessarie,
bisognerebbe di conseguenza rinunciare a tutte le terapie che non sradicano
le malattie pur risolvendo gran parte dei problemi causati dalle patologie
.
Così accadrebbe che molte malattie infettive non meriterebbero cura poiché
spesso il virus rimane silente nell’organismo, nonostante i farmaci permettano
però di sopravvivere e di vivere.

E’ scivoloso il terreno nel quale si vuol normare la morale. Può accadere
facilmente che la coercizione di una legge che disciplina la modalità per
perseguire i propri desideri crei delle discriminazioni crudeli e irragionevoli,
oltre che dei veri e propri paradossi. Come quello per cui si dà la possibilità
giuridica a una donna che concepisce naturalmente di poter eseguire un’amniocentesi
e, eventualmente, selezionare un feto e si proibisce, invece, a un'altra
coppia portatrice di malattia genetica di selezionare un embrione non ancora
impiantato.

Alle donne, identificate per secoli come madri, oggi si impedisce di sfruttare
al massimo le possibilità offerte dalla medicina e si dice loro come, quando
e dove perseguire un desiderio legittimo e consapevole di maternità
. Con
una legge che fa acqua da tutte le parti, tanto che non esitano a negarlo
persino i suoi difensori. Che, come in uno stanco ritornello, la giustificano
in nome di un vuoto normativo secondo loro inaccettabile. Ma a una legge
le donne avrebbero chiesto ben altre cose
.  Avrebbero domandato più garanzie
per la loro salute, osservatori sulla ricerca, criteri e standard di qualità
inappellabili. Si ritrovano invece ad essere equiparate al prodotto di un
concepimento ancora fuori dall’utero. A non poter disporre dei propri gameti,
ad avere più chance e meno aggressioni fisiche solo a patto di avere i soldi
per andare all’estero.
Ecco il regalo per le donne in questo triste otto marzo: una Legge che disciplina
la loro morale, che insulta la libertà individuale e offende la loro dignità
rendendo più difficile e doloroso il cammino da percorrere per essere madre.

 
Filomena Gallo
Avvocato,Presidente Associazione Amica Cicogna onlus




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9 marzo 2005

Ombelico ed il mondo

Fatevi quattro risate vedendo come sia finito il mediattivismo.

A manipolare i post per scriverci le parolacce.
L'Ansa della manifestazione in Libano degli Hezbollah divenuta un momento di goliardia di questi ragazzini ricchi che giocando a fare i salvatori del mondo utilizzano il massimo dell'inventiva e dei loro,cospicui e di papà ,mezzi per copincollare gli Emilio Fede d' "oltre cortina" e fare i cazzi sui muri.
Capito perchè Bug ha ragione ? Il Movimento è in mano ai piccoli borghesi.




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9 marzo 2005

L'intelligenza dell'autocritica

Non è più tempo di mediattivismo, non per come è nato ed è stato pensato al suo nascere. Il movimento è cambiato, la politica (purtroppo) sta cambiando, la controinformazione viene utilizzata con gli stessi meccanismi dell'informazione ortodossa (con la presunzione di indottrinare). O si ripensa il mediattivismo ( e qualcuno per fortuna lo sta già facendo) o internet ce lo siamo persi.
Bug-Movimento




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